Kanban Piadina Game: la mia esperienza

Per non volare come polli
Follow Me

Kanban Piadina Game: la mia esperienza

By Danila   /     Set 13, 2016  /     personale  /     , ,

“C’è un incontro in cui si parla del metodo Kanban. Andiamo?”

Il relatore di questa serata era Fabio Fabbrucci di Avanscoperta, un amico di amici e allora sì, dai, andiamo!

Non mi ero soffermata molto sulla parola “game” prima di partire. Quando mi è stato detto: “Stasera faremo un gioco, diventerete gestori di una piadineria”; la mia mente, poco propensa a mettersi in gioco tra sconosciuti, è volata per un attimo fuori dall’edificio. Bastava uscire dal palazzo per ritrovarsi nel pieno della “Rimini Shopping Night”, negozi aperti fino a tardi, musica, gente allegra che festeggiava.

Ho tentennato, lo devo ammettere, ma alla fine sono stata contentissima di aver partecipato.

Ci siamo divisi in 4 team. Ogni gruppo doveva gestire una piadineria. Le materie prime erano carta e post-it che rappresentavano piadina, rucola, squacquerone. Tagliare dei fogli A4 in quadrati significava “stendere” la piadina. Per poterla cuocere occorreva passarla per 20 secondi su un foglio nero. Colorare sommariamente con un evidenziatore ci permetteva di aggiungere lo squacquerone. Tagliare e applicare post-it di colori diversi significava farcire con prosciutto e rucola. L’obbiettivo era produrre più piadine possibile contenendo gli scarti.

Prima iterazione di gioco

Tutti i team si sono organizzati e poi sono partiti con un lavoro frenetico. Ognuno era impegnato al massimo nella propria attività. Allo scadere del tempo il relatore ha assegnato un punteggio per le piadine eseguite correttamente e detratto punti per il materiale sprecato. Avevamo lavorato senza sosta, ma lo spreco era altissimo. A questo punto ci siamo dovuti fermare, guardare in faccia e riorganizzare il lavoro. Cosa ho imparato da questa prima iterazione:

  • È stato subito evidente qual era il “collo di bottiglia”: la cottura di 20 secondi della piadina. Non aveva quindi senso preparare forsennatamente piadine da cuocere se poi stazionavano in attesa di essere cotte producendo scarto. Era inutile tagliare port-it rucola come non ci fosse un domani. Ho imparato che nel lavoro occorre individuare il “collo di bottiglia” e agire di conseguenza.
  • Altro insegnamento: inutile lavorare come dei forsennati per cercare di raggiungere un obbiettivo, se non ci si ferma ogni tanto, si analizzano i risultati e si modificano i processi di produzione.

Nella pausa per la riorganizzazione abbiamo meditato sul suggerimento di Fabio. Abbiamo delineato fisicamente le zone di lavoro e stabilito, per ogni processo di produzione, quale doveva essere la giacenza massima. In pratica ci siamo interrogati su quante piadine crude dovevano rimanere sul bancone, quante in attesa di farcitura e quanta maledetta rucola tagliare (la rucola ci ha fregato alla grande).

Seconda interazione di gioco

Tutti i team sono partiti cercando di produrre più piadine e gestire meglio gli sprechi. Cosa abbiamo imparato:

  • Dovevamo comunicare meglio tra di noi. Può sembrare scontato, ma noi all’inizio non lo abbiamo fatto. La comunicazione è stata agevolata dall’aver stabilito una giacenza massima. Questo ci ha fatto respirare e ci ha permesso di alzare lo sguardo dalla nostra singola azione e osservare cosa stava succedendo negli altri settori della nostra piadineria.

Poi il relatore ha avuto una “brillante idea”… di aggiungere i cassoni verdi e rossi (i romagnoli sanno di cosa stiamo parlando). Questi due prodotti hanno tempi di farcitura diversi, vanno farciti prima della cottura al contrario delle piadine. Tutto andava riorganizzato. Era fondamentale non lasciare nulla al caso e rivedere tutto il processo di lavoro.

In questo modo, attraverso il gioco, siamo arrivati a compilare una kanban, visualizzando il flusso dei processi di produzione.

Il mio team si è mosso abbastanza bene fin da subito, ci siamo posizionati secondi e da lì non abbiamo mai perso terreno. Non abbiamo mai neanche avuto quell’exploit che ci avrebbe fatto diventare la miglior piadineria di carta e post-it della provincia di Rimini, ma che dico… del mondo.

Questo mi ha fatto ragionare ulteriormente. Alcune aziende arrivano ad un punto in cui si sforzano tantissimo, lavorano con il massimo impegno ma arrivano a una fase di stallo e non riescono più a migliorare i propri processi produttivi e le proprie performance. E’ questo probabilmente il momento in cui rivolgersi a un coach, a una figura professionale esterna all’azienda ma che sappia analizzare tutti i processi  produttivi, che li sappia migliorare e sappia dare giudizi senza pregiudizi.

Una figura che ci avrebbe fatto fare il “botto” tra le piadinerie di carta e post-it del mondo.

Photo Credit Kanban Tool

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestEmail this to someone

Post a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*