Eccomi

Per non volare come polli
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Eccomi

By Danila   /     Nov 06, 2015  /     personale  /     ,

Ho letto e riletto questo articolo, ogni tanto ritorno in questa pagina salvata nei miei preferiti. Mi commuove, mi obbliga a riflettere su me stessa e sulla mia constante insoddisfazione. Ho deciso così di fare mio il prezioso consiglio di guardarmi ed apprezzarmi per come sono.

Occhiaie: il correttore è il mio migliore amico. Non posso incolpare i miei figli purtroppo per le mie occhiaie, le ho sempre avute. La pelle sotto i miei occhi è sottilissima e si intravedono le vene scure. Le sfoggio solitamente in estate al mare quando truccarmi mi sembra azzardato e temo un’abbronzatura non omogenea. Alle superiori, quando non c’era Clio Makeup a consigliarmi, tendevo ad evidenziarle invece di nasconderle con correttori chiari. L’effetto era davvero patetico. Tutte le foto del periodo sono state incenerite purtroppo, peccato.
Piccole rughe da sorriso: se mantengo un’espressione seria non ho molte rughe, per il momento, per fortuna. Santo Retinolo!!! Se rido, però… ma va bene così, meglio tante risate e qualche rughetta (ho detto qualche). Questo sarà il mio punte debole per quanto riguarda l’invecchiamento, so che spenderò una fortuna in inutili e costose creme pur di non rassegnarmi all’inevitabile “incartapecorimento”
Gobba sul naso: la foto frontale non rende l’idea del mio naso con gobbetta. Non è esagerata, ma c’è e di profilo, grazie anche al mio mento appuntito, sembro un cartone animato, una caricatura, sono tutta uno spigolo.
Guanciotte: la mia amica Marika mi chiamava “guanciotte grosse”. Ho detto tutto! Me lo diceva con sincero affetto, questo per dimostrare, come scritto da Gaia nel suo articolo, che le persone che ci vogliono bene forse vedo i nostri difetti con più clemenza di noi stesse.
Piccola, quasi impercettibile cicatrice: avevo forse 5 anni, le mie amiche dell’asilo indossavano degli zoccolini adorabili, li chiesi a mia mamma con insistenza. Mi spiaccicai la faccia su un marciapiede perché non ci sapevo camminare. Mia madre me li buttò. Camminai in bilico su quei meravigliosi zoccoli solo per qualche ora sentendomi grande, mi rimase una cicatrice nell’angolo della bocca e nell’orgoglio.
Mento a punta: può un mento essere a punta e cicciotto? Il mio sì. E’ stranissimo e la foto non rende la trimensionalità del mio mento. Questa autoanalisi mi ha fatto pensare però che è identico a quello di mia nonna Bruna ed allora, forse, va bene così.

Eccomi insomma, sincera ed imperfetta.

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