Aviazione versus Vulcano

Per non volare come polli
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Aviazione versus Vulcano

By Danila   /     Feb 03, 2015  /     aeromobile, compagnie aeree, sicurezza  /     , , , , ,

Mi ricordo benissimo dell’aprile del 2010, quando l’eruzione del vulcano Eyjafjallajokull ha paralizzato il traffico aereo europeo per una settimana. Si trattava del primo caso di nube vulcanica nella storia dell’aviazione moderna europea e l’intero settore era del tutto impreparato ad affrontare questa situazione.

Le compagnie aere non avevano esperti, indicazioni, procedure da seguire ed è stato il caos.

Ora la situazione è cambiata. L’EASA (Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea) non vuole più farsi trovare impreparata ed ha stabilito che la chiusura dello spazio aereo debba essere considerata l’ultima delle possibilità. Oggi le nubi vulcaniche fanno meno paura ed i rischi associati alle concentrazioni di ceneri sono meglio compresi sia dalle compagnie aeree che dalle autorità.

Ecco alcuni provvedimenti importanti che sono stati presi in materia:

  • É stata istituita un’unità speciale EACCC (Europeran Aviation Crisis Co-Ordination Cell). Questa unità ha lo scopo di acquisire e condividere tempestivamente le informazioni relative alle ceneri con l’intero settore aeronautico. Inoltre programma anche esercitazioni annuali, l’ultima delle quali è avvenuta lo scorso aprile.
  • Una volta che i dati e le valutazioni di rischio sono stati sottoposti alle compagnie aeree, la decisione di volare o di non volare è della compagnia aera stessa, non delle autorità. Le compagnie aeree sono ritenute pienamente responsabili di come agiscono in base ai dati comunicati.
  • La prima e più semplice delle linee guida stabilita dall’EASA (che è un membro permanente del EACCC) è quella di evitare le nubi visibili e di avvalersi delle previsioni sullo spostamento delle nubi elaborate dal VAAC (Volcanic Ash Advisory Center) di Londra o Tolosa, i due centri europei di controllo delle polveri vulcaniche per la sicurezza del volo. Le previsione della presenza di nubi vulcaniche vengono presentate graficamente evidenziando le aree di bassa, media, alta concentrazione. Come in caso di tempesta, è possibile volare, non solo attorno ma anche sopra o sotto le nubi vulcaniche.
  • Agli stati viene richiesto di non chiudere lo spazio aereo solo basandosi sulle previsioni di presenza di ceneri, sebbene possano chiudere lo spazio aereo vicino ad un vulcano attivo.
  • Le misurazioni dei livelli di ceneri e dei venti che le distribuiscono possono essere rilevate con aerei equipaggiati di speciali sensori. Il Regno Unito, per esempio, ha equipaggiato un bimotore Cessna 421c con speciali sensori e potenti computer interni. Anche altri paesi europei hanno ricercato soluzioni similari. Nel frattempo, l’estensione orizzonte della nube può essere rilevata anche utilizzando i satelliti.

Anche prima del 2010, il dottor Fred Prata dell’istituto norvegese di ricerca aerea stava studiando un sistema per il monitoraggio ed il rilevamento delle ceneri vulcaniche. Da allora, in collaborazione con Easyjet e Airbus, questa ricerca ha portato ad un sistema di rilevamento di ceneri aerotrasportato chiamato AVOID.
Fondamentalmente si tratta di un rilevatore a infrarossi “smart”. Un prototipo di AVOID è stato testato in una prova di volo con reali nubi vulcaniche, e una società chiamata Nicarnica Aviation è stata istituita per commercializzarlo.

Easyjet spera di essere in grado di adottarlo in parte della sua flotta entro quest’anno.

Ebbene sì, molto è stato fatto in questi anni, ma siamo solo all’inizio.

Foto by Neil MacWilliams

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